Patologie 2017-06-13T10:01:15+00:00

In evidente crescita nei paesi industrializzati, le reazioni allergiche a carico della superficie oculare provocano importanti e fastidiosi sintomi a carico della congiuntiva e della cornea. (Prurito, lacrimazione, senso di corpo estraneo, arrossamento, gonfiore, fastidio alla luce, etc…)

Anche se il prurito è di gran lunga il sintomo principale ed il più frequente, esistono forme allergiche con minimi livelli di prurito.

Le forme che colpiscono i bambini sotto i 12 anni vanno considerate con attenzione perché spesso si associano a danni a carico della cornea e possono lasciare strascichi che riducono la funzione visiva.

Spesso le forme allergiche si associano a disfunzioni lacrimali, instaurando un circolo vizioso che tende ad auto-mantenersi, spingendo il fenomeno verso la cronicità.

La cataratta è una condizione oculare estremamente frequente, dovuta alla perdita di trasparenza del cristallino. Molto comunemente, l’opacizzazione del cristallino è un fenomeno fisiologico legato all’invecchiamento e in questo caso si parla di cataratta senile. La cataratta senile causa un progressivo offuscamento della visione, in alcuni casi accompagnato da abbagliamento e percezione alterata dei colori. Quando la cataratta evolve a tal punto da interferire con il normale svolgimento delle attività quotidiane e lavorative è opportuno intervenire chirurgicamente. L’intervento di cataratta prevede la sostituzione del cristallino opacizzato con un cristallino artificiale perfettamente trasparente; tale procedura è oggi eseguita mediante un intervento di tipo ambulatoriale minimamente invasivo, veloce e indolore.

La cataratta è una condizione oculare dovuta all’opacizzazione del cristallino, essa causa annebbiamento della vista e impedimenti visivi anche molto significativi. La cataratta è tipicamente legata all’invecchiamento, ma può insorgere a qualsiasi età a causa dell’utilizzo prolungato di cortisonici e in questo caso si parla di cataratta da cortisone. I cortisonici sono farmaci di larghissimo impiego ma, essendo catarattogeni, la loro somministrazione prolungata – per via sistemica, topica e per inalazione – deve essere attentamente ponderata. Una volta insorta, la cataratta può essere rimossa grazie a un intervento chirurgico che prevede la sostituzione del cristallino opacizzato con una lente sintetica perfettamente trasparente.

La cornea è una tunica trasparente con curvatura regolare che costituisce la lente più potente del nostro occhio (quasi 50 diottrie!) è quindi evidente che qualsiasi affezione che ne provochi una irregolarità o una perdita di trasparenza ha un effetto molto “pesante” sulla visione.

Qualsiasi sofferenza a livello corneale comporta: fastidio alla luce e disturbi della visione (soprattutto se il danno è in sede centrale) Quindi un occhio rosso o dolente che manifesta fastidio alla luce (fotofobia) deve essere controllato !!

Queste malattie, che possono diminuire permanentemente la trasparenza della cornea ,possono essere di tipo infiammatorio, infettivo, meccanico, tossico o distrofico.

Le cheratiti in genere sono malattie gravi, che devono essere diagnosticate precocemente ed in modo corretto e che necessitano di terapie specifiche tempestive.

Una distrofia relativamente frequente che colpisce prevalentemente i giovani è il Cheratocono, un disturbo caratterizzato dallo sfiancamento progressivo dei tessuti corneali che comporta modificazioni irregolari della curvatura della cornea  provocando miopia ed astigmatismo irregolare . La sua evoluzione non è prevedibile, ed in alcuni casi il processo evolutivo non riesce ad essere controllato e può portare alla necessità di un trapianto corneale.

Nella fasi iniziali del cheratocono è possibile intervenire con una nuova tecnica non chirurgica, chiamata cross-linking, che significa “formazione di legami incrociati”. Grazie a questa tecnica che si basa sulla irradiazione mediante particolari fasci di luce, di derivati della riboflavina somministrati sulla cornea, le fibre corneali diventano più spesse, più ordinate e più resistenti. Ne risulta così una stabilizzazione della cornea.

Questa nuova possibilità di fermare o rallentare l’evoluzione della malattia sottolinea la necessità di una diagnosi precoce . Una volta che la diagnosi è stata posta di importanza fondamentale è seguire il paziente con mappe corneali che monitorizzino lo stato della faccia posteriore della cornea che è quella che manifesta per prima i segni di cambiamento ( mappe corneali tipo PENTACAM o simili).

Sono malattie frequenti, acute o croniche che coinvolgono la congiuntiva che è il tessuto più “attivo” della superficie oculare dando luogo a sintomi e segni spesso molto evidenti.

Le cause possono essere: tossiche (inquinamento, vapori), infettive, infiammatorie, o manifestazioni di disturbi interni dell’organismo.

Spesso le congiuntiviti guariscono da sole o con minime terapie, tuttavia se non identificate rapidamente, alcune tendono alla cronicizzazione, tendendo a ripresentarsi e talvolta innescando circoli viziosi che porteranno a segni e sintomi di secchezza oculare persistenti.

Se una congiuntivite non passa o tende a recidivare, molto spesso non è una “semplice” congiuntivite e necessita di valutazioni più approfondite.

La corioretinopatia sierosa centrale (CSCR) è una patologia oculare che determina un distacco focale del neuroepitelio, con conseguente danno alla macula e deficit nella visione centrale. Questa malattia insorge prevalentemente in individui di sesso maschile, di età compresa tra i 20 e i 55 anni e che presentano una personalità e/o uno stile di vita che comportano stress prolungato associato a iperattività adrenergica e iperproduzione di cortisolo.

Con l’avanzare dell’età, il corpo vitreo va incontro a variazioni chimico-fisiche che possono dar luogo ad ammassi di fibre collagene e cellule che, restando sospesi nel vitreo, proiettano sulla retina delle ombre di varie forme e dimensioni che vengono percepite come macchie nel campo visivo. Queste macchie, denominate corpi mobili, mosche volanti o miodesopsie, non sono dannose e solo raramente interferiscono in modo marcato con la visione. Quando ciò avviene, i corpi mobili devono essere rimossi chirurgicamente mediante un intervento di vitrectomia denominato FOV (dall’inglese Floaters Only Vitrectomy). La formazione improvvisa di nuovi corpi mobili associata alla percezione di “lampi” può rappresentare il sintomo di rotture della retina o di un distacco di retina; in questo caso è necessario contattare urgentemente il proprio oculista.

L’AMD è una patologia oculare correlata all’invecchiamento e colpisce prevalentemente persone di età superiore ai 50 anni. Esistono due forme di AMD: l’AMD atrofica e l’AMD essudativa. L’AMD esordisce più comunemente in forma atrofica, causata dalla formazione di piccole placche costituite da materiale extracellulare (drusen) sotto la retina. Le drusen, nel tempo, possono aumentare in numero e dimensioni fino a formare ammassi sottoretinici (drusen confluenti) in grado di provocare una consistente alterazione anatomica e funzionale della macula, con conseguente scadimento o perdita della visione centrale. In alcuni pazienti, l’AMD atrofica può evolvere nella forma essudativa, molto più violenta e rapida nel generare il danno visivo.

L’AMD essudativa è una grave patologia oculare che colpisce la macula, la parte centrale della retina responsabile della visione fine e dettagliata; essendo una malattia legata all’invecchiamento, essa insorge solitamente dopo i 50 anni. L’AMD essudativa è causata da stati avanzati di stress ossidativo e ipossia a livello della retina, che innescano un processo d’infiammazione che dà origine a un fenomeno di neoangiogenesi patologica, ossia la crescita incontrollata di neovasi patologici sotto la macula, estremamente dannosi per la macula stessa e per la visione centrale. L’AMD essudativa viene trattata mediante iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF, che permettono di arrestare o quantomeno ritardare il più possibile il danno visivo.

L’occhio è un organo di senso estremamente sofisticato e talora l’esistenza di una piccola imperfezione anatomica a livello della cornea o del bulbo oculare – più raramente del cristallino – può generare dei difetti visivi noti come difetti refrattivi, quali la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo. Miopia, ipermetropia e astigmatismo possono essere corretti mediante l’utilizzo di occhiali da vista o di lenti a contatto. Negli ultimi decenni, gli enormi progressi della chirurgia refrattiva stanno permettendo a un numero sempre maggiore di persone di correggere in modo permanente il loro difetto refrattivo, andando a modificare il potere diottrico e/o ripristinando la simmetria sferica della cornea, eliminando – o almeno riducendo – la dipendenza dagli occhiali da vista e dalle lenti a contatto.

In età più avanzata, il corpo vitreo tende a contrarsi e a distaccarsi dalla parte posteriore dell’occhio; solitamente questo fenomeno è a sintomatico, ma talvolta può creare strappi o rotture retiniche se il corpo vitreo rimane adeso alla retina determinando su di essa una trazione. In presenza di strappi o rotture retiniche, il vitreo si insinua sotto la superficie della retina determinandone il distacco dal fondo dell’occhio. Il distacco di retina deve essere trattato con la chirurgia episclerale o più spesso con un intervento di vitrectomia, mirato ad eliminare il vitreo, che tira la retina, e a ri-acollare i lembi di retina distaccati al fondo oculare, in questo modo si evita che la retina distaccata vada incontro a un processo degenerativo irreversibile causando cecità. I rischi e i fastidi associati alla vitrectomia non sono trascurabili, ma sono senz’altro minori rispetto al danno visivo che si avrebbe in assenza di trattamenti.

L’edema maculare diabetico (DME) è la più grave complicanza della retinopatia diabetica, una condizione oculare che si sviluppa frequentemente, negli anni, nelle persone affette da diabete mellito. Il DME è causato dall’accumulo di liquidi nella macula, la parte più centrale e importante della retina; ciò altera la struttura e la funzionalità della macula stessa e genera un danno visivo importante.

Il foro maculare è una grave patologia dell’occhio che colpisce la macula, la parte centrale della retina responsabile della visione fine e dettagliata. Le cause che determinano il foro sono solitamente di origine traumatica, come ad esempio un distacco posteriore del vitreo che provoca una forte e prolungata trazione sulla macula, un edema maculare o un’infezione intraoculare persistente nel tempo etc. Il foro maculare determina un punto cieco nella visione e può causare la perdita della visione centrale. Una volta diagnosticato e valutato quantitativamente grazie alla tomografia a coerenza ottica (OCT), il foro maculare deve essere trattato tempestivamente mediante un intervento di vitrectomia, che permette di ripristinare la visione centrale perduta o almeno di salvaguardare quella residua.

per lo più legata alla iposecrezione ed alla perdita di acqua da eccessiva evaporazione, non è necessariamente causata dalla mancanza di lacrime, ma anche dalla incapacità della lacrima (esistente) di aderire e permanere in modo stabile sulla superficie oculare.

Le funzioni lelle lacrime sono molteplici ed in particolare servono a garantire una alta qualità della visione e a nutrire e proteggere le strutture oculari esterne ed interne (sono una specie di sangue della superficie oculare)

La perdita di queste funzioni per mancanza o mal funzionamento delle lacrime è sorgente di sintomi molto fastidiosi e duraturi (bruciore, senso di corpo estraneo, talvolta lacrimazione) ma soprattutto è causa di fenomeni infiammatori a carico della superficie oculare che ne riducono la capacità di reazione ed innescano circoli viziosi (infiammazione – secchezza – danno ai tessuti – infiammazione – secchezza, etc…) che portano alla cronicizzazione della malattia.

Una disfunzione lacrimale quindi, anche se inizia per un problema di lacrime, per la presenza di fenomeni infiammatori e modificazioni a carico dei tessuti mucosi, non è quasi mai solo un problema di lacrime.

Una disfunzione lacrimale si accompagna inoltre a tutte le patologie croniche della superficie dell’occhio, di qualsiasi natura esse siano.

L’impatto negativo sulla qualità della vita del paziente è molto significativo e spesso sottovalutato dagli stessi oculisti.

La diagnosi deve essere rivolta non solo alle lacrime, ma a tutte le componenti del sistema della superficie oculare in questo modo, la terapia che non sarà solo a base di sostituti lacrimali (lacrime artificiali) verrà orientata in modo corretto ed efficace.

Oggi sono disponibili nuovi farmaci anti infiammatori e secretagoghi, applicati nelle condizioni e nelle posologie appropriate per migliorare la qualità della vita di questi pazienti .

sono processi a carico delle ghiandole del bordo palpebrale che comportano fenomeni infiammatori particolarmente attivi durante la notte che provocano irritazione, rigonfiamento, arrossamento del bordo palpebrale, associato talvolta a secrezione e sintomatologia di bruciore, corpo estraneo e fastidio prevalentemente, ma non solo al mattino.

La diagnosi precoce di queste forme, spesso associate a forme anche lievi di dermatite, è importante per evitare soprattutto nei bambini, complicazioni a carico della cornea ed in genere, l’insorgenza di una secchezza oculare.

Anche in queste forme la terapia dovrà essere mirata e soprattutto, sfortunatamente, non potrà essere di breve durata.

Il glaucoma è una pericolosa patologia dell’occhio causata dall’aumento cronico della pressione intraoculare (IOP). La IOP è solitamente mantenuta a valori compresi tra 14 e 21 mmHg grazie a un fine meccanismo che regola la produzione e il drenaggio dell’umor acqueo nella camera anteriore dell’occhio. Quando il drenaggio dell’umor acqueo è rallentato o addirittura bloccato, la IOP s’innalza danneggiando le fibre nervose del nervo ottico e determinando un restringimento del campo visivo che può avanzare fino a completa cecità. Il glaucoma è una malattia subdola poiché essa evolve spesso in modo asintomatico e si manifesta quando la visione è già irrimediabilmente compromessa, pertanto questa patologia deve essere combattuta mediante prevenzione e diagnosi precoce unite a terapia farmacologica, laser e/o chirurgica.

Il nostro occhio è la mucosa del nostro organismo che ha il massimo tempo di esposizione all’aria nel corso della giornata.

Essa è inoltre continuamente sottoposta a una serie di stimoli provenienti dall’ambiente: vento, luce, polveri, fumi etc… a cui deve tentare di adattarsi.

Le modificazioni ambientali, l’inquinamento dell’aria, lo squilibrio dell’alimentazione ed il nostro modo di vita  la rendono particolarmente stressata e sovraesposta agli effetti nocivi dei radicali liberi riducendone progressivamente le capacità di adattamento.

Per questa ragione le patologie a carico della superficie oculare sono oggi decisamente in crescita ed in particolare tende a crescere il numero delle forme croniche.

La miopia è il difetto refrattivo più comune. La miopia assiale, che dipende da un eccessivo accrescimento del bulbo oculare lungo il suo asse antero-posteriore, può talvolta comportare delle alterazioni del fondo oculare e trasformarsi così in miopia degenerativa. Le alterazioni, a carico della retina e della coroide, possono generare diverse complicanze, la più temibile delle quali è rappresentata dalla maculopatia miopica essudativa, estremamente pericolosa per la visione centrale. I pazienti affetti da miopia degenerativa devono sottoporsi a un monitoraggio regolare e scrupoloso del fondo oculare al fine di prevenire o quantomeno contenere i danni causati dall’eccessivo allungamento dell’occhio. La maculopatia miopica essudativa può essere trattata mediante iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF, che nei pazienti miopi inibiscono la neovascolarizzazione patologica con ottima percentuale di successo.

L’occlusione della vena retinica centrale è una grave condizione oculare causata da un blocco del flusso sanguigno venoso della retina, che determina un’ischemia retinica cui si associa un’improvvisa diminuzione della visione. La persistenza dell’ischemia può portare all’evoluzione di diverse complicanze, quali l’emorragia vitreale (emovitreo) e lo sviluppo di neovasi patologici. Nel caso di emorragia vitreale di importante entità e che non si riassorbe spontaneamente è necessario ricorrere a un intervento chirurgico di vitrectomia. Lo sviluppo di neovasi patologici, causato della produzione incontrollata di una molecola denominata VEGF, è oggi contrastabile mediante iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF o l’impianto di dispositivi cortisonici a lento rilascio, molto efficaci e con effetto prolungato.

La contrazione del corpo vitreo, un fenomeno frequente in età avanzata, può provocare un’alterazione della superficie retinica e stimolare la formazione di un tessuto pseudocicatriziale denominato pucker maculare o membrana epiretinica. Il pucker maculare determina un raggrinzimento della macula – la regione centrale della retina responsabile della visione fine e dettagliata – e quindi una distorsione della visione centrale. Il pucker maculare deve essere diagnosticato e monitorato con estrema precisione mediante la tomografia a coerenza ottica (OCT); quando i sintomi sono lievi, non è necessario alcun trattamento, non appena la qualità della visione si abbassa e/o il deficit visivo diviene marcato è necessario rimuovere il pucker chirurgicamente mediante un intervento di vitrectomia.

La retinopatia diabetica (DR) è una grave patologia della retina che può colpire nel tempo i pazienti affetti da diabete mellito; essa è causata dalla fragilità dei vasi sanguigni tipica della patologia diabetica, che nell’occhio può tradursi in fenomeni di essudazione (edema) o emorragia a livello della retina. La retinopatia diabetica proliferante (PDR) è la forma più grave di DR, in grado di compromettere la visione in modo serio e irreversibile.